sabato 4 settembre 2010

Italia rock 'n' roll - l'impero colpisce ancora

Sarà che oggi sono leggermente deviato dal mio umor nero e il mio filtro anti-boiate ed angherie non funziona al meglio, ad ogni modo mi è bastato leggere due notizie in giro per la rete per farmi girare i cosiddetti a tal punto da rompere con l'excursus poetico del mio blog e ritornare, dopo tantissimo tempo (almeno più di un anno e mezzo), a parlare di attualità in prosa.
La bomba che leggo oggi, in realtà in giro già da tempo, è questa: Biennale di Venezia - 60 euro per l'accredito stampa ..... cosa????? La notizia è riportata sul sito dell'Ordine dei Giornalisti, a sottolineare che la barzelletta è davvero esilarante, esilarante a tal punto da sollevare lo sdegno del consiglio dei Jedi del giornalismo italiano, sempre molto moderato e silenzioso nella intricata trama di follie che avvolge l'Italia nostra.

Cosa?? 60 euro?

"Per essere accreditati alla iniziativa gestita dalla Fondazione La Biennale – si badi bene, un organismo non profit che si avvale di rilevanti contributi pubblici -spiega Enrico Paissan, Vice Presidente dell'Ordine - è obbligatorio versare un obolo di 60 euro".

Cosa???

"L’Ordine dei Giornalisti esprime il proprio sconcerto e la propria protesta per queste scelte che, oltre ad apparire grottesche ed avvilenti, finiscono per complicare il lavoro di quanti – per l’appunto i giornalisti – sono in definitiva quelli che con il loro impegno professionale fanno conoscere la stessa iniziativa".
Io naturalemente mi unisco, con espressioni sconcertate che si riflettono sullo schermo del mio portatile e con questo piccolo e invisibile post parigino.

Da qualche giorno riflettevo sui limiti della Biennale. Anzi riflettevo sui limiti di chi la pubblicizza. Giornali, tv, portali: tutti parlano di Somewhere, di una freschissima Sofia Coppola, che il sottoscritto non ha potuto che amare ammirando Lost in translation (2003). Però, cari miei esperti del verbo cinematografico, di film, e probabilmente di opere importanti, ce ne sono tante a Venezia, cosa significa parlare di un solo film, anche prima di averlo visto?? Sparare giudizi a priori..molto molto lontano da ciò che si può definire giornalistico. E se l'attesa era tutta per quel film, che gli addetti ai lavori hanno voluto segnalare per determinate scelte brillanti, cari giornalisti e comunicatori, addetti stampa e redattori di portali specializzati, non siete obbligati a fare soltanto cassa di risonanza, potreste un minimo accendere l'interruttore ed essere, almeno prima della visione, un minimo più prudenti ed equi, come lo richiede la professione....e dare spazio anche al resto.

Così magari il cittadino informato, il lettore appassionato, il cinefilo infoiato può evitare di farsi esplodere un occhio nella dannata ricerca di notizie sul restante 98% dei film presentati alla biennale, navigando per ore nel diabolico marasma filtrato da google. Non è forse la Biennale un'occasione per conoscere meglio le cinematografie del globo? Per far vedere che le cose di qualità non escono fresche fresche solo dagli USA?

Detto questo, torniamo alla buffonata, i 60 euro per entrare e lavorare. Mi piacerebbe che la gente sapesse. Perchè è così, ancora una volta, che in Italia funzionano le cose. Non ti puoi fidare di nessuno, nemmeno di una fondazione no profit..che oltre a far pagare 32 euro al libero cittadino per vedere un film in anteprima, col valore aggiunto di poter intravvedere di sfuggita un attore random, magari proprio quello che ti stava sulle balle, decide che i giornalisti devono pagare. Una mossa degna di una nobiltà d'altri tempi, segnale di un'arroganza d'elite, di qualcuno che si è montato un tantino la testa, e che fa un po' tristezza di questi tempi per chi dovrebbe fare le veci dell'avanguardia, rappresentare il pluralismo culturale e valorizzare il cinema indipendente...è perlomeno una mossa incoerente rispetto ad un propugnato fare open-minded che dovrebbe contraddistinguere i festival culturali.

Meritava di essere boicottato dagli addetti ai lavori. Ma in quel caso ci avrebbero rimesso i lettori, i cinefili, e gli artisti...non sarebbe stato giusto.
Diciamolo però alla gente, questa è una notizia, molto più di Somewhere. Così magari davanti all'indignazione generale il Leone veneziano torna a cuccia.

Ma a noi poi checcefrega..a noi ce piace il red carpet..


martedì 10 agosto 2010

La favola del re




Conosci tu
la favola...del sorriso?
Si dice che..
a volte
improvviso
dalla finestra
e nella
calda notte
appaia lui
e ti baci in viso

"Salve mia cara: son il sorriso
vuoi tu tenermi sul tuo viso?"

Bimba o bimbo che tu sia
questa favola
...
ti porta via
dalle macchie, quelle scure
del tuo giorno
vieta a loro, cattive,
il ritorno.

"Vieni con me, cara mia
ti mostro un mondo
che è follia
amore
o forse magia
fidati di me
fanciulla,
se mi credi
non vado via : )"

-Sorriso, io all'improvviso
non credo più
ho smesso di sperare
pensi forse
che tu possa farmi cambiare?-

"Oh Oh
Certo che sì
tesoro mio,
il tuo problema
eheh..
son proprio io...

Se prendi lo specchio
vedrai..
oh..un viso cupo..guai!!
E' successo
va bene
capisco
quando questo tormento
ti viene
tu stringi i pugni..ahimè..
ma'l petto..freme : ("

-Non capisci tu,
buffo Sorriso
per me ora
non c'è via d'uscita
che me ne faccio
io
di questa vita?-

Di lacrime grondante
bimba abbraccia Sorriso
lui la sostiene,
le asciuga il viso.
"Ahimè...sei scoppiata
vuol dir
che l'energia
non ti ha abbandonata.

Esiste a casa tua
un doppio specchio:
il primo vede,
l'altro
buzzurro
ti sussurra nell'orecchio
e ti dice:"Che emarginata,
nessuno ti vuole
che ti fai tu della tua vita
dopo quella storia tristemente svanita?
Il cielo è grigio
ogni giorno di più
colpa tua signorina
forse il mondo non ci vuole più!"

"Ti fa sentire
brutta e malata
dentro te
ci pensi..
-è finita-
e passi il tempo
a negarti..la vita.

Caro angioletto
hai cercato..lo specchio sbagliato
quello vero..come il cuore..va solo guardato.
Su ciò che è giusto
non c'è nulla da dire
lui infatti è muto
basta guardarlo per capire..."

La bimba..
l'ultima lacrima asciugata,
guardò improvvisa
il primo specchio
vide finalmente se stessa
e Sorriso..più grande..di riflesso..
Com'era bella, com'era vera..
-Oddio, le parole non sono cosa sincera!
Caro Sorriso
come mai son così chiara adesso
non è che è solo perchè tu sei di riflesso?-

"Oh oh oh
cara mia..
hai capito..adesso?
La tua vita non è soltanto questione
di riflesso
ma di guardarsi dentro
con le labbra all'insù
fidati..ora ti sei vista
finalmente
da oggi
sorriderai
anche quando non ci sarò più"

Così detto, Sorriso svanì
e Bimba lo inseguì
alla finestra..
-D'un tratto il cielo è più blu!
Andiamo a vedere, senza sorriso, ciò che resta-

Tornata al primo specchio
l'immagine era la stessa
quella
d'una felice
principessa
il sorriso
infatti
non era riflesso
ma se ne stava

da sempre
ad aspettare
sul suo viso.

-Sorriderò alla vita
oh Sorriso mio
mi guarderò a questo specchio,
per essere felici
basta vedersi parecchio!

Ora ricordo.. sono nata con le labbra all'insù
voglio sorridere
sempre
di più...-

26/11/2008

SONO ARRABBIATA

Come si fa, come si fa a fare del male in questo modo alla persona con cui hai scelto di passare la tua vita … come si fa a continuare a fingere davanti ai propri figli e dire che la situazione gli pesa …. ma porca troia, nella tua vita prenditi la responsabilità di viverla. Non ami più la mamma? Va bene allora vai via e non rompere e non fare finta che non sia successo niente, non fare finta di amare ancora mamma, non fare finta di essere sempre sicuro di quello che fai, smettila di essere quello che non sei, smettila di ferire mamma, non permetterle di starti vicino se pensi di illuderla, smettila di illuderla, smettila di guardarla negli occhi quando le dici che non l’ami più e che pensi alla separazione. Non fare finta che ti importi di me e di mio fratello (non ci hai detto niente, anche se io ho tentato di chiederti qualcosa) non fare finta di volerci bene e non fare finta che presto dipingeremo insieme la mia camera. Smettila di vivere vite parallele quante sono le persone che conosci e smettila di essere egoista da far schifo dopo che una persona ti ha dato tutto di se stessa e che ancora, nonostante tutto, ti ama.

Non è possibile che tu non ti renda conto del male che ci stai facendo, non ti rendi conto della fortuna che hai ad avere una famiglia come la nostra … il solo pensiero che tu possa distruggere tutto questo mi fa piangere. Non riesci a vedere oltre la punta del tuo naso? Tutte le conseguenze di quello che stai facendo? Non c’erano abbastanza ferite nel cuore di mamma? Mi sembra che in vent’anni io abbia capito della vita molto di più di quello che hai fatto tu in 47.

Se davvero andrai via, se davvero vorrai essere così stupido, non aspettarti niente da me.



Tu sei stato un padre distante che sembrava assente anche se c’era nella stanza. Qualche anno fa avevo paura di stare da sola con te in una stanza. Per me è difficile abbracciarti, ho paura di avvicinarmi a te … ti sembra normale? Forse a te sì, visto che sei un eremita … ti piace stare da solo in montagna, passeggiare senza rivolgere la parola a nessuno per giorni? Ti piace?

Cerca di esserne sicuro, perché una volta presa la decisione non si torna indietro … non per me. Mamma forse ti perdonerà perché ti ama ed è ancora pazza di te, ma io NO!! Se te ne vai, io a casa non ti ci voglio più. Stai facendo già troppo male, hai conficcato la tua lama nel nostro cuore e adesso ti stai divertendo a rigirarla, ma un giorno, quando avrai preso la tua decisione, quella lama io la toglierò dal mio cuore e da quello della mamma e mai più nessuno potrà farle del male. Lei si è protetta come ha potuto e contava su di te per proteggerla. Ne aveva bisogno e tu cos’hai fatto?? L’hai mai difesa dai tuoi genitori? L’hai mai fatta sentire importante a parole?

Parole … sai cosa sono? Sai che si usano per comunicare? Sai che tenere tutto dentro non fa male solo a te? Sai che una persona che cerca di aiutarti a tirare fuori per 23 anni è una persona che non si merita che le si rinfacci il fatto di averci provato??? Sai tutto questo papà?

E sai perché ti scrivo tutto questo su un foglio di carta virtuale? Beh ma perché io tutto questo non posso dirtelo, eh no, perché tu non hai parlato con me di quello che sta succedendo, perché secondo te non ci riguarda a me e a mio fratello … in fondo siamo solo i tuoi figli. Cosa centriamo nella famiglia? Noi mica ce ne accorgiamo se tu te ne vai, giusto? E’ forse cosi? E poi devo starmene zitta per mamma, perché tu non volevi che io sapessi tutto quello che dici e che fai alla mamma … quindi per non darti un pretesto per criticare ancora una volta la mamma, devo tacere. Ma per la mamma lo faccio volentieri, anche se come si nota è difficile.

In questo momento penso solo a una cosa: che cazzo hai aspettato a fare? Cosa ti blocca papà dal parlare con le persona con cui hai vissuto metà della tua vita? Perché per te è cosi difficile farci entrare nella tua vita? Nemmeno la mamma sa cosa ti succede … eppure lei ti conosce, no? Dovrebbe … e potrebbe se solo tu glielo permettessi.

E’ colpa tua papà, sai? Sì è tua la colpa, perché di occasioni ne hai avute tante, di domande ne hai avute a milioni, di affetto ne hai avuto più di quello che ti meritavi … per non parlare poi dei sacrifici. (qui ci starebbe una parentesi lunga una vita, tra un’infanzia da schifo, dei genitori come se fossero stati padroni della sua persona e della sua mente e anima, poi lasciare il proprio paese per venire in Italia, terra dei bambocci e dei bigotti, dove ha trovato solo disapprovazione e denigrazione,poi questo) Mio dio quanto ha sacrificato mamma per te? Quante sue caratteristiche ha migliorato per te, per renderti felice? E tu cosa le dici dopo anni e anni? Cos’hai fatto per lei? A cos’hai rinunciato? A fare incidenti in moto … a questo hai rinunciato? A fare la testa di cazzo con gli altri uomini quando sei fuori in compagnia? A fare lo sborone col tuo lavoro?

Cosa ti manca papà? Cosa c’è che davvero non va? Non ami più la mamma ma ci fai l’amore quasi tutti i giorni … ha senso per te? E non dire che è perché comunque ti piace fisicamente … non si può continuare a fare l’amore con una persona che davvero non si ama e non si può dire a questa persona, dopo essere stati appagati che si è sbagliato perché non la si vuole illudere. Sei un codardo se fai cosi, sei una persona che non prende le sue responsabilità.

Avresti dovuto parlarne prima se davvero era il fatto che la mamma cercasse di capirti e di farsi capire che ti dava fastidio. Avresti dovuto darti una mossa … adesso papà non puoi certo criticare tuo figlio se tu sei il primo a non fare quello che tanto predichi. Sei cosi ipocrita? Sei cosi fifone, papà?

A continuare cosi fai solo del male … Sei sicuro di quello che stai dicendo e facendo? Io non riesco a credere che sia davvero cosi che le cose vuoi che vadano.

Non ami più la mamma? Può succedere … è brutto da dire e da pensare, ma è cosi, può succedere. E anche se lo stupore è sempre tantissimo e il dolore ancora di più … potrei arrivare a capirlo. Ma tutto quello che stai rinfacciando alla mamma … centra davvero? Per che cosa non l’ami più papà? E’ davvero il sentimento che è finito o c’è qualcosa o qualcuno che l’ha fatto finire? E quel qualcosa sono davvero sbagli irreparabili di mamma? Non pensi che se avessi parlato prima o forse in modo più chiaro la situazione non sarebbe migliorata? E adesso cosa stai facendo? Parli di separazione alla mamma, però dici che sarebbe più facile rimanere insieme e “come va, va”. Eh no … qua va come tu la fai andare. E non provocare la mamma portandola alla disperazione per dare a lei la responsabilità della decisione. Questa decisione è solo tua perché la situazione sei tu che l’hai creata. Adesso te la sbrogli … è cosi difficile aiutarti papà … non credo che lo farò.

Papà io non so cosa pensare, perché tu non parli con me. Non so cosa farai davvero, ma qualsiasi decisione tu prenda voglio che tu sia sicuro. Sai cosa significa stare con noi e con mamma e hai fatto le prove generali della separazione quando sei andato via in camper qualche giorno … la scelta che farai, per conto mio, sarà per sempre.

Forse ci riavvicineremo un giorno, o meglio forse un giorno lascerai che io ti conosca, ma per adesso, per quello che stai facendo passare a mamma e di riflesso a me e a mio fratello non mi permette di dire cosa riuscirò davvero a fare verso di te.

SONO TRISTE E DEMORALIZZATA


Ally

sabato 7 agosto 2010

Primo post

Ciao a tutti!!

Qualche giorno fa Ales ha avuto la gentilezza di presentarmi a voi e lo ha fatto con delle parole che mi hanno colpita!! A volte è proprio grazie a occasioni particolari, non comuni, che ci si rende conto di quello che si può rappresentare per qualcuno ed io sono commossa!!

Da un altro lato, però, non mi ha colpita affatto il modo, perché come sempre mi piace il suo stile e credo che sia frutto di un bellissimo mix tra talento e cuore. Mi lusinga che dica che abbiamo molto in comune, perché l’ho sempre ammirato per molte sue caratteristiche, prime tra tutte, la sua profondità e la sua capacità di empatia.

Per me è un privilegio poter partecipare a questo piccolo sogno nel cassetto … ti ringrazio Ales!!

In realtà mi sento molto più pivellina di quanto non mi abbia descritta; infatti conto di poter imparare molto da questa esperienza.

Questa, non per niente, è la mia prima esperienza. E’ la prima volta che pubblico qualcosa che ho scritto e la difficoltà sta nel fatto che non scrivo mai per gli altri. Spesso sono cose molto personali e questa caratteristica sarà confermata dal primo post che vorrei pubblicare.

Sono abbastanza convinta che l’importante sia scrivere senza pensare a chi leggerà, tanto per rimanere in linea con quello che ha detto Ales, perché se si scrive per se stessi allora la barriera dell’insicurezza e della debolezza sparisce. Ci si rivolge a noi stessi, si riflette e spesso quello che viene fuori va oltre la prudenza e la diplomazia. Salta fuori quel vortice di sentimenti di cui si è parlato ed io mi lascio travolgere, esagero, sbaglio, torno indietro e avanzo ancora. Scrivo quando ne ho bisogno!!

Questo è un nuovo inizio e mi auguro davvero di poter dimostrare quella piccola parte di supereroe che Ales vede in me e di guadagnarmi le chiavi di Parigino!! Spero di essere all’altezza delle aspettative!

Un saluto a tutti quanti e a presto!

-Ally-

venerdì 6 agosto 2010

Ales ti presento Ally

Oggi è un gran giorno. Proprio in corrispondenza e coerentemente con il mio ultimo post, "Plurale", voglio rendervi partecipi di un mio piccolo sogno nel cassetto che si avvera: da oggi Parigino parlerà doppio, con due labbra diverse. Il melanconico Ales non è più solo, all'avventura della PAROLA si unisce un nuovo autore, anzi autrice.

Cari lettori, vi presento Ally (si pronuncia all'inglese).

Che vi posso dire di lei...mmm..vediamo. Abbiamo molto in comune, abbiamo tanto da dire e tanto desideriamo conoscere, siamo affamati..
Lei non è comune, per niente, a volte spara un sacco di cazzate, la ammiro per il modo in cui le spara. Lei è riflessiva, fa maturare le idee dentro di sè, e poi fioriscono fuori di lei attraverso le parole più adatte, lei è una bomba, che ogni volta è pronta ad esplodere, a crivellare a colpi di verità lo squallido muro dietro al quale la debolezza della gente si nasconde. Lei è un vortice di sentimenti, che le escono così..liberi, senza troppe formalità, ma veri a tal punto da sentirne il pulsare.
Detta così sembra un supereroe, per me un pochino lo è, altrimenti non le avrei mai dato le chiavi di Parigino...
Mi piace molto l'idea di vedere uno stile poetico diverso dal mio in azione... spero piaccia anche a voi..

Un grosso in bocca al lupo alla nostra giovane scrittrice!

-Ales-

domenica 1 agosto 2010

La vita è plurale

Plurale, sono sempre più innamorato di questa parola. Penso, ogni tanto, a quello che c'è fuori da me, fuori dal corpo che mi è stato dato. Siamo nati egoisti, ci è stata data una testa, un sesso ed un corpo proprio, siamo naturalmente indotti a pensare a noi stessi. Poi pian piano la nostra socialità ci spinge all'apertura, corpo e mente attratti da un ciclo di sensi e idee. Poi ancora, il cerchio si apre al nostro paese, al nostro lavoro, al nostro studio e così via... Quando lo spazio si amplia il circuito si complica, il contatto con l'Altro si fa mediato, studiato, deviato, diventa indiretto. Parliamo di quello che parlano gli altri, guardiamo quello che guardano gli altri, abbiamo un televisore e ce lo facciamo bastare, e poi.... LE COLONNE D'ERCOLE. Noi, la famiglia, gli amici, il lavoro, i mezzi di comunicazione di massa e poi il confine italiano, allargato dal racconto standardizzato e mediato che la tv ci impone del resto. Sono questi i confini del nostro egoismo. E, alla fine, del resto non ce ne frega un cazzo. Questo siamo noi, un mosaico a cerchi concentrici e rigidi limiti oltre i quali....il Nulla. SINGOLARE.

Poi una mattina ti svegli e ti alzi dall'altra parte del letto. Naturalmente da quella parte non c'è niente di preparato, ti viene tutto scomodo..ma soprattutto..dove cazzo sono i pantaloni? E' questo il momento chiave, se riesci a resistere a questa piccola differenza, a non cercare subito la solita parte del letto e a fare quel piccolo sforzo per procedere dal lato opposto, quelle colonne d'Ercole non saranno più un limite ma una porta verso l'altro e l'altrove, verso tutto quello che dentro di te non è mai potuto entrare per via di uno standard, di un pregiudizio o dell'ignoranza (in senso buono naturalmente). DISTRARTI DA TE STESSO. L'alieno, il diverso, il lontano fa paura. Hai mai provato a leggere un libro di un autore che non sia italiano, inglese, francese o americano? Hai mai provato a scrivere su google Nepal? Hai mai visto un film di guerra raccontato dagli "antagonisti"? Non è necessario farne una questione politica, non è necessario condurre una polemica: QUI, in questo momento, si sta parlando di te e della forma che assumi entrando in contatto con l'altro. E' come se quei cerchi concentrici improvvisamente diventassero infinite rette che si intersecano fra loro, in punti diversi.
E ti accorgi all'improvviso di esserti innamorato/a di quello che prima era fuori da te. Ora è dentro ed apre autostrate che attraversano il tuo cuore, facendolo esplodere in mille frammenti di amore, di piccole grandi scoperte che una dopo l'altra ti conducono a nuovi, ineffabili scenari. Scopri forme di desiderio che prima neanche potevi ipotizzare. Viaggi nel diverso: le parole dei libri, le immagini dei video, i toni di uno strumento musicale come fulmini a ciel sereno sono nuovi. E da una parola, un titolo, una persona, un suono nasce un desiderio, un'intenzione, una ricerca, una scoperta e poi un viaggio: incontri con miriadi su miriadi di cose sconosciute. Ognuna di esse ti porta su una strada mai percorsa, tra persone mai toccate ed ambienti mai conosciuti o sognati. Il diverso è nuovo. E nel nuovo è nascosto un immenso contenitore di sogni, follie e passioni che scopri ora e saranno presto emozioni. Così una mattina apri gli occhi e sei tu stesso diverso, il tuo io si è espanso, si è intrecciato con l'altro, lo scambio, tutto umano, scorre senza soluzione di continuità. Sei cambiato, il tuo modo di vivere è cambiato, ami di più ed odi di meno, ed i tuoi occhi sono talmente aperti che trovi ovunque ispirazione per un nuovo contatto, una nuova emozione, un nuovo viaggio nella realtà che ti gonfia il cuore a tal punto che desideri soltanto esplodere e fonderti in ogni tuo frammento con il resto del mondo. L'egoismo muore. PLURALE.

Per la seconda volta in questi 3 anni e mezzo di blog voglio citare il monologo finale del film American beauty (Sam Mendes), un capolavoro di pellicola che tanto ha a che vedere con quell'alzarsi dall'altra parte del letto di cui vi ho appena parlato: "....potrei essere piuttosto incazzato per quello che è successo ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppo: il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare.... e poi mi ricordo di rilassarmi.. e smetto di cercare di tenermela stretta.. e dopo scorre attraverso me come pioggia ed io non posso provare altro che gratitudine per ogni singolo momento della mia stupida, piccola vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi, un giorno l'avrete".


giovedì 8 luglio 2010

Silenzio omicida


Clicca play e leggi
qui sotto


Tra
il
fruscio di foglie
tagliuzzate
tra
il
crepitio di vetri
frantumati

frantumati.

PICCOLI piedi
nudi, sudati, impauriti
corrono
disperati
verso..

chi lo sa dove.

Morte.

La vedi la morte?
dietro a quel
cazzo di televisore?

I muscoli del mio
volto,
irrigiditi,
trattengono un pianto.

Sabbia, foglie, vetri
che Non fanno rumore
versi, urla, lacrime
che Non fanno rumore
richieste d'aiuto
tornano indietro
come vento
indifferente.

Le parole, che abbiamo imparato,
sono sporche
di sangue.
Buttate lì,
su quel che passa
su quel che va
lontane dalle verità
le realtà
che uccidono
il mondo.

Braccia che neanche pezzi di legno
direzioni che non si possono neanche ipotizzare
facce che non chiedono altro se non di morire domani
sotto
il
sole
del primo mattino

E noi. Tra le lamentele. Parlare di un solo uomo
dimenticando che il mondo ne ha 6
miliardi.

La forza
delle PAROLE
e
l'ignoranza
delle
persone

io per primo.

Davanti a noi c'è un solo
grande occhio
che si apre
si chiude
a senso comune.
Qualcuno fora il silenzio
a volte
dandoci l'opportunità
di vedere
realmente.

Eroi inascoltati
hanno abbastanza coraggio
per fare incubi di sangue,
troppo pochi. Nessuno.

Il senso civile
della notizia
morto
straziato
dalle
moderne bombe
dell'egoismo più conformista.

E il silenzio, come notte fredda di un deserto,
non lascia speranza
talmente infinito
talmente spietato
da uccidere
ogni-maledetta-opportunità-di-salvezza.

Tra case distrutte
di guerriglia urbana
cadaveri umani
schiacciati su mura rosse
poche gocce d'acqua
e litri di sangue
malattie che bruciano
CARNE
e vestiti STRACCIATI
dall'ego dei grandi
nessuno si rialza
e
ahimè
la fuga, di quei piccoli sudati piedi impauriti, si consuma in una

SILENZIOSA

MORTE.

domenica 11 aprile 2010

E mi chiedo

C'era il sole, ore le nuvole,
sedersi e guardare fuori,
inizia lì il viaggio dei miei occhi:
tra le inferriate di una finestra.

Uno sbalzo d'umore,
mi perdo..oltre il cortile
oltre quel boschetto,
oltre il parchetto,
oltre la strada di Marco e Luca

I miei occhi sono un movimento di camera
una carrellata in avanti, una monorotaia
che attraversa e osserva..

Mi chiedo dove sei,
dove nascondi il tuo sorriso..

Via
dietro un albero e poi l'aperta campagna,
tra strada, autostrade,
quartieri e città,
i miei occhi volano
registrando profumi e coscienze
dolori e sentenze
persone e sequenze
di pavidi cuori.

Mi chiedo dove sei,
e cosa stai facendo,
se sorridi spesso o
ti mordi le labbra
se parli in modo strano
e quando sei buffa
se ami, come me, cantare a squarciagola..

Avrai le palle per dirmi che mi ami?

Mi chiedo dove sei
e se pensi a me
che nella tua vita ancora non ci sono entrato.

Ma poi gli occhi ritornano
l'emozione svanisce pian piano

piano piano

e tu,
bella da morire,
ritorni il mio punto di fuga
irraggiungibile.

giovedì 8 aprile 2010

Ricordo

Cosa ho provato un giorno di primavera.
Consiglio di leggere il testo ascoltando Bibo no Aozora di Ryuichi Sakamoto, linkata qui sotto.


E all'improvviso sono nuvole,
e non posso far altro che guardare giù

dieci anni fa..

e sento che le lacrime vorrebbero scendere,
sono fiumi che restano lì, le tengo strette a me.

Il ricordo mi avvolge, mi travolge
quel mondo non c'è più??

Senza soluzione di continuità la nostalgia
VIVE:

Tra le foto del tuo album
ho perso me stesso in un mondo perduto
che mi fa piangere infinito
e non so che fare,
dire, reagire..

Vedo sguardi d'incanto
e la felicità, scattata, del momento
vedo l'armonia
vedo il calore
vedo il sentimento
vedo l'abbraccio sicuro, la famiglia
vedo il Più Bel Sorriso
ma lo perdo nel vento,
nella coscienza che tra un anno e l'altro

si è spento.

Vedo colori pastello e il calore del camino
vedo la mamma e la sua bambina
vedo l'abbraccio sicuro, la famiglia
vedo il più bel sorriso..
e te, tra infanzia e adolescenza
così serena, piccola, senza timor d'apparenza
tenere pose ed una sincerità di sguardi
al di sopra di tutte le cose.

Ricordo qualcosa di me,
e mi associo a te,
in quei docili sentimenti provati
in quelle scene accorate
nelle passeggiate
nei timidi giochi del tempo
che non è più

qui.


Ricordi

E un mondo che non è più.


E allora ho paura, mi giro, mi rigiro, ti guardo, mi guardo...dove sono i sorrisi, e gli abbracci, e i timidi giochi di quel tempo..
non ci sono più
e ti vedo lì, sola, in un'angolo buio della casa, e-non-so-davvero-che-fare
l'album è chiuso.

L'unica vera realtà è il presente
ed è più dura di ogni ricordo
ma..
che cosa sono
io
se non so difender te.

Innanzi al ricordo la realtà è un freddo viale senza foglie
fa male questa distanza
ma non uccide
ci sfida
soltanto..

Per questo, mi faccio coraggio e PROMETTO
che sarò qui, starò qui, vicino a te e vicino a me
affinchè i nostri futuri possano un giorno diventare un ricordo
senza più farci male.