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giovedì 31 dicembre 2009

I colori del mio viaggio

Eccoci qui, dopo 6 mesi.

Davanti al pc, ipirato da un'aria romantica e poetica non posso che tornare a parlare su questa piccolissima porta aperta al mondo.
Siamo giunti alla fine di un altro anno. Cosa abbiamo combinato negli ultimi 12 mesi? Io di fatti capitali non son di certo stato protagonista ma credo di poter trarre un bilancio positivo da questo 2009. E' il percorso, il lento viaggio dell'anti-Ulisse (quello che non vuole sfidare gli dei e non si lancia in imprese disumane), che ha reso dolce i miei giorni, mi ha fatto galleggiare su una foglia sulla superficie di un ruscello, imbarcando acqua ogni tanto senza mai affondare, ha bagnato le mie labbra e acceso i miei sensi, ha ispirato le mie azioni e svelato le mie volontà..e così sono arrivato alla foce, verso un mare di opportunità, di rischi e sorprese. Quest'anno ho imparato di nuovo a vedere i colori, ho scoperto addirittura di che colore sono io, arancio come il sole e verso sera divento blu come lo sfondo di "Parigino".... -Arancio?- direte, ebbene sì, è sempre stato il mio colore. Soltanto me ne ero dimenticato..che bello accorgermene..all'inizio quasi mi veniva da piangere perchè l'avevo scordato per tanto tempo poi però ho pensato al senso del mio viaggio ed ho sorriso..beccatevi sto arancione!
Ho compreso finalmente che il vero fine del viaggio, è il viaggio stesso, i chilometri che ognuno di noi fa, sia esso attraverso il mondo partendo da Torino in vespa per andare in Giappone (www.percitour.com), sia invece un viaggio spirituale all'interno delle strade terremotate che cavalcano la coscienza di un uomo. E sapere che questo percorso non finisce mai mi rende felice, anzi mi commuove, amo viaggiare, semmai possiamo individuarvi delle tappe, dei check point che segnano i nostri progressi, io so di averne passato uno importante quest'anno, e questo mi darà la possibilità di sfidare il mare aperto, senza tuttavia cercare di superare le colonne d'Ercole: "Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è". (W. Shakespeare, Macbeth). Il povero Ulisse non lo sapeva (proprio lui che bramava virtute e canoscenza..) ed è finito all'inferno..a rompersi le balle, quando magari poteva starsene ad Itaca in buona compagnia, o portarsi Penelope in giro per le isole grece, anche se viaggiare per il Mediterraneo era un po' come farsi un giro su via Emilia Ovest a Modena..era pieno di troie, quindi sconsigliato per una fuga romantica.
Caro Ulisse, sappi che sto bene, non sarò un fenomeno come te, ho i miei limiti e ignoro tante cose ma la mia sete è comunque grande, e la soddisferò un passo per volta. Salutami i 'furbacchioni' della tua bolgia. Un bacio.
Insomma, dichiaro il 2009 l'anno del viaggio, delle scoperte e delle riscoperte. Un anno più sereno, che mi ha insegnato tanto e reso una persona migliore, almeno un pochino. La forza spirituale che riempie il mio corpo e avvolge le mie mani è dolce e calda,si fa sempre più densa, è un po' arancio e un po' blu (vedi sopra), mi fa ben sperare. Adunque andiamo, oggi è il 2009, domani sarà 2010 e il tour della nostra vita continua, avventure e grandi tempeste ci attendono, tappe uniche (chiavi del nostro futuro), e io stavolta mi sento pronto, sereno e melanconico sempre.

Testo scritto tra le poetiche strofe di Neffa (Sognando Contromano) e le immaginifiche melodie di Enya (Paint the sky with stars).

Buon anno e buon viaggio a tutti!

-Ale-

Vi lascio con Onorico Flow, 1988.

Let me sail, let me sail,
let the orinoco flow,
Let me reach, let me beach
On the shores of Tripoli.
Let me sail, let me sail,
Let me crash upon your shore,
Let me reach, let me beach
Far beyond the Yellow Sea.

From Bissau to Palau - in the shade of Avalon,
From Fiji to Tiree and the Isles of Ebony,
From Peru to Cebu hear the power of Babylon,
From Bali to Cali - far beneath the Coral Sea.

From the North to the South,
Ebudc into Khartoum,
From the deep sea of Clouds
To the island of the moon,
Carry me on the waves
To the lands I've never been,
Carry me on the waves
To the lands I've never seen.

We can sail, we can sail...
We can steer, we can near
With Rob Dickins at the wheel,
We can sigh, say goodbye
Ross and his dependencies
We can sail, we can sail...



lunedì 8 giugno 2009

Stonature

Le tue parole sono stonate.
Eppure vai a tempo, al mio tempo ed è questo quello che conta.
Parlare parlare parlare, come farebbe una coppia ad andare avanti se non avesse niente da dirsi.
A me è bastato sedermi vicino a te, un giorno.

L'uomo sogna di volare dicono i Negrita. A me basta molto meno. Vorrei rimanere con i piedi ben saldi a terra, ancora su quella sedia, o su un muretto di fronte ad un bar, una birra in mano, e un sacco di parole, di risate. Prenderci in giro per i nostri gusti contrastanti ma scoprire che assaporiamo la vita allo stesso modo. Ed ogni parola, ogni sorriso, ogni mezzora volata una conquista. Respirare quell'aria di maggio fino a tardi, fino a sentirsi lontani dal mondo.

A me è bastato sedermi vicino a te, un giorno.
E sono tornato a casa con quel sorrisone che mi criticano sempre quando si presenta al quinto bicchiere di vino bevuto. Allegro, sincero, ebbro.

Tu stoni, continuamente,
io stono più di te, perchè faccio una cazzata dopo l'altra, perchè butto mesi nel cesso a crogiolarmi nella depressione per le peggiori delle persone, perchè mi chiudo in casa quando vorrei stare all'aria ogni sera..ma con la gente giusta. Tu sei giusta, quei matti con cui faccio teatro sto iniziando a pensare che siano giusti, Polac, quando da brillo vince una partita a biliardo con me contro i virtuosisti della stecca, è giusto.

Parole, stupende parole, e nella mia testa un piccolo Axl Rose che mentre ti ascolto soddisfatto inizia a fare dei versi, con la sua voce strizzata, mi beffeggia, "sweeeet love of maiaiaiainn!!!ou ou ou ou sweet child of maiaiaiaiaieuain!", e allora mi metto a ridere, un'altra volta, e sono costretto a raccontarti delle assurdità che mi passano per la testa. Una cosa tirerebbe l'altra, sera dopo sera. Un pub, una cena, un incontro con gli amici, una partita a qualcosa, una nuotata (dove rimango costantemente indietro), una corsa, una nuova città, e scoprire ogni giorno che sei giusta. Imperfetta, stonata e giusta. Tanta autoironia e la voglia di non stare al passo con i tempi ma con sè stessi, con la convinzione che il resto, quello che gli altri vorrebbero che fossi, non sarà mai più bello di quello che sei, se hai vissuto con sincerità.

Tu stoni, anche se alla fine ti conosco poco, e questo post è per te, e per quelle persone come te, che arricchiscono e arricchiranno sempre quelli come me.

Insomma mi sono perso in questa allegra banda di pensieri, e adesso vado a cantare un po' "ou o o ou sweet child of maiaiaiaiaiiiiiiìììììn!!".



Image by www.irocknroll.com

lunedì 21 aprile 2008

Bella lì

In onesto ritardo, che conviene alla più sana tradizione di questo blog in continua lotta con l'attualità, è giunto il momento di raccontarvi la nuova avventura dei Figli del Papa.
E' uscito, nel gelido febbraio 2008 il nuovo album autodistruttivo di Gka & Fabien, si chiama "Bella Lì" e come di consuetudine, se lo volete andate a chiederlo a GKA. Questa volta le cose sono state fatte in grande e la grafica Banzi di Finale Emilia si è occupata della creazione dei cd e dei libretti, come sempre sotto l'infallibile regia dell'anonima Peyote records. I nostri artisti hanno puntato sull'effetto sorpresa ed hanno presentato il nuovo lavoro nel loro primo live che ha avuto luogo il 21 febbraio 2008 al Vecchio Fiume di Modena.
Ma entriamo ora nel vivo del disco ed esploriamone il senso e l'essenza. Cala subito l'atmosfera dell'assurdo sull'assurdo ascoltatore dei Figli del Papa, quando sotto le sonorità di Indiana Jones, parte l'invettiva di GkA nei confronti di Polac, uomo immagine della band. Luca (Gka) non ha mai perso il vizio di affrontare le stranezze dell'amico nei suoi testi, sfogando con rassegnazione le proprie perplessità. La musica è travolgente e viene intervallata da spezzoni audio di un noto film americano. Segue "Balla", cavallo di battaglia degli Fdp lives, che narra con irriverenza ed entusiasmo le dinamiche delle discoteche del 21esimo secolo, non senza una certa amarezza di fondo per gli stereotipi sociali che si sono venuti a creare tra i nuovi giovani del sabato sera. Gka, ancora autore dei testi, illustra il suo modo di vedere le cose, una sorta di inno alla gioia ed al "no problem style". Perchè alla fine è di questo che si parla nelle trame fumose del trio modenese: vivere ogni attimo della propria vita come se fosse l'ultimo, respirarne ogni emozione senza paura delle conseguenze, siano esse positive o distruttive; il mondo è questo, a noi resta prendere quello che c'è, e farne un nobile dono. Con la consapevolezza che ora come ora nulla può cambiare I Figli per ora lo accettano così. Così le stranezze di Polac, da sempre grande chimera per Gka & company, vanno a rappresentare le ambiguità dell'epoca post-moderna dove nulla è dato per buono e l'incertezza vibra fra le pieghe della vita degli uomini, in primis i giovani che, lasciati allo sbando in una società sregolata, creano una propria realtà tanto illusoria quanto precaria.
Non mancano malinconia e amore tra le tematiche toccate, e la prima cosa che si nota è il parziale abbandono delle passioni sfrenate ed amene tanto inneggiate nel blasonato "Like a nerz". I sentimenti si fanno più puri, anche se per ora sarebbe difficile pensare di mandare gli Fdp a Sanremo! Una particolare intensità la respiriamo in "Capirai", con quel tipico suono del sax delle notti tristi mescolato alle rime di Gka che stende sul tavolo dei ricordi il bianco ed il nero della propria vita, esplorando l'imprevedibilità dell'amicizia. Ad affiancare Luca per il lato "emotional" dell'album sono la simpaticissima Noemi e quel tipetto davvero fuori dalla norma di Zsuzsa, complimenti ad entrambe.
Ci sono poi "A modo mio", "La mia vita" e "Cazzi tuoi" in cui possiamo vedere con gli occhi del frontman la filosofia di vita che si intende confermare ancora una volta mentre "Quando mai" racconta con ritmo incalzante e blanda ironia le contraddizioni delle politiche internazionali e non. Da registrare la conclusione sulla falsa riga de "La guerra di Piero".
Autentico manifesto dell'inquietudine giovanile di cui ho parlato sopra è "Quando Tornano" interpretata da Luca e Nio che man mano che passano gli anni si fa sempre più talentuoso anche se la sua voce inizia ad apparire di dubbia sessualità. Rabbia contro il passato ed il presente, voglia di sfogare l'irrequietezza interiore di ragazzi lasciati a sè stessi e con tanta voglia di uscire da quella nube tossica che opprime la società, i dubbi nei confronti della legge, la freddezza di un ragazzo che ha perso la speranza. Si passa poi ai primi dolori adolescenziali, i ricordi di lacrime ed errori, i sorrisi sinceri e la rinnovata forza di ricominciare. Chi ascolta si perde tra le mille emozioni emanate da queste rime, accompagnate da un ritmo critico che sembra scandire i nostri battiti, scossi da tante immagini a noi care. Il dubbio rimane sul ritornello, che è stato registrato in modo da non farmi capire che cosa voglia dire! Maledetti!
Infine i nostri Fdp hanno dato spazio anche alla comicità e all'anarchia più totale scommettendo ancora una volta su quel sincretismo di generi che riesce sempre a catturare lo spettatore suscitando in quest'ultimo perplessità e sconcerto fino ad arrivare all'euforia più totale. "E' dentro" è un pregevole esperimento che fonde commedia e rap con un sottofondo di erotismo; insomma un'assurdità che vede protagonista Bra, il nostro maldestro ed istrionico (mi ripeto) amico, che stavolta recita la parte di un giovane vittima di una donna senza pietà. "Leggi i messaggi" è invece il secondo coraggioso salto degli Fdp nel mondo dell'house. Anche questa volta tutto è partito dal caso. Leggi i messaggi divenne una formula usata quando un'altro innamorato perditempo oppresso dalle paranoie è partito per la tangente iniziando ad evocare frasi sonnamboliche nel bel mezzo della notte, con l'invito a leggere i messaggi del proprio cellulare. Vi chiederete..ma che cazzo vuol dire? Ci vorrebbe un libro per spiegarlo. Una volta diventata standard questa formula è stata usata in vari modi, e un giorno registrata, appunto quando Polac ha ricevuto uno dei tanti messaggi imbecilli di Diego, il nostro esperto House. Ecco allora che è partito un nuovo lavoro di taglia e cuci che ha portato al futuro tormentone dell'estate. Aspettatevi presto un video al riguardo.
Stop, direi che possa bastare. Vi lascio di nuovo il link del myspace dei Figli del Papa in cui potrete godervi già qualche pezzo di questo strepitoso e folle album: www.myspace.com/figlidelpapa
Il prossimo appuntamento con i live della band è il 17 maggio alle 19.00 al Teatro Comunale di Bomporto.

sabato 29 settembre 2007

Un 2008 per i Figli del Papa

Sembrava tutto perso, nessuna prova, nessun rumore..neanche una rima. Poi all'improvviso veniamo a scoprire che un Figlio vuole mandare avanti la baracca,anche da solo o con l'aiuto di qualche inaspettato amico o vicino di casa..perchè forse è così che si fa, se credi in un obiettivo fino in fondo anche il contadino che per anni ti ha inseguito con la vanga in mano perchè gli calpestavi l'orto, può diventare la soluzione dei tuoi problemi. Homo faber suae fortunae ( L'uomo è fautore della propria sorte) almeno in una buona percentuale; egli, nato sulla terra e dalla terra, plasma le cose del mondo in base alle sue idee, le sue intenzioni, gli obiettivi, le speranze, le passioni e le visioni; la riuscita di tale creazione però dipende dall'intensità delle proprie credenze ed aspirazioni, quanto è forte in noi il desiderio di realizzare? Sembra che nell'ormai Figlio unico Gka esso lo sia quanto basti per mettersi in proprio, rimboccarsi le maniche e iniziare il viaggio che lo porterà alla conclusione del nuovo album.
Comprati gli "armamentari" per la produzione, elaborazione e registrazione del suono, Gka ha insonorizzato un piccolo spazio della sua camera ed ha avviato i lavori. Oltre alle 3 tracce già precedentemente pubblicizzate, in pochi giorni ne sono state già ultimate di nuove portandosi ad un terzo del lavoro, che sarà probabilmente completato entro la fine del 2007. L'approccio è lo stesso dei precedenti: una continua ricerca di nuove soluzioni sonore e tendenze, il continuo spingersi verso nuove frontiere..l'ormai collaudata presenza arabeggiante non mancherà neanche stavolta. Per quanto riguarda i contenuti, ecco che i Figli del Papa hanno intrapreso la strada del sociale, del sentimento, e del senso di incertezza di fronte alle politiche del mondo che ci circonda: insomma non più solo il molesto ma anche il manifesto; ciò che è impossibile negare agli occhi dei 20enni d'oggi che si trovano davanti ad un mondo tormentato da forti ambiguità, politiche e storiche. Le parole spavalde e baldanzose di Gka si mischiano ora con canzoni impegnate e impregnate, di dubbi e passioni che regnano sovrani nel caos postmoderno che riempie le nostre giornate.
A fianco del solito Luca, tanti i nomi e le collaborazioni che contribuiranno alla creazione delle prossime tracce, ed ognuno di essi darà un apporto unico e particolareggiato alle rime del frontman..ma non sveliamo oltre altrimenti si rovina il gusto dell'ascolto!
Infine, nel cantiere-armadio dei Figli del Papa anche un progetto multigenere con Bra, amico di Bomporto e personaggio istrionico dalle spiccate capacità comico-teatrali (sebbene non abbia mai fatto teatro). L'idea qui, è che si entrerà a pieno titolo nel sound alternativo e sicuramente promette belle sorprese!

domenica 13 maggio 2007

Figli del Papa non-stop


Alcune news sui Figli del Papa.

1-Innanzitutto gli elementi del gruppo mi hanno informato che ci sono già tre canzoni in cantiere per il nuovo disco. Siamo già curiosi di scoprire che cosa si stanno inventando stavolta i due baldi modenesi con la stravagante passione per Polac!
2-Presto su You Tube e quant'altro il primo videoclip degli Fdp: la traccia che sarà presto supportata da filmato è Mike song, prodotta a più mani ed in più momenti fino a trovar forma definitiva in una canzone tendenzialente house dove i mannaggia di turno potranno lanciarsi nelle mosse più improbabili e incommentabili. Mike song nasce da alcune registrazioni di dediche amorose di un innamorato perditempo che non avrebbe mai pensato che menti malate in serie avrebbero poi trasformato i suoi sentimenti e pensieri lagunari in un possibile cult della musica da baracca. Un duro lavoro di taglia e cuci ha fatto sì che frasi a sè stanti siano ora poche parole sentenziose scandite dal ritmo dell'house music. La canzone può risultare al primo impatto volgare e di dubbio significato ma se spianate orecchie e cervello sarete presto destinatari di qualcosa di particolare, estremamente ritmico e lievemente arabeggiante. Inoltre per mettere alla prova la ballabilità dell'elaborato, ho sottoposto quest'ultimo a Diego, fan del genere, che si è subito fatto prendere dal suo ritmo incalzante lanciandosi andare in inquietanti movimenti corporei.
Tornando al videoclip, le riprese sono state fatte oggi in auto di Polac: questo può bastare ad accattivare il vostro interesse per l'assurdo! Mandiamo a Luca (Gka) un forte "In bocca al lupo" per la ricostruzione del filmato.
3- E' nato lo spazio web dei Figli del Papa che potete trovare a questo indirizzo:
www.myspace.com/figlidelpapa. Buona visione e buon ascolto!

mercoledì 11 aprile 2007

Ho voglia di te alla pesca: seconda parte


In coerenza con me stesso, sono in ritardo! Ma torniamo a noi, anzi, a quanta voglia ho di te alla pesca..una voglia che non posso frenare perchè allora mi sfuggiresti in un sol momento e io non ti avrei mai.
Ho voglia di te è un film per tutti, ragazzi ma anche adulti perchè, per quanto l'isotopia principale sia quella dei due innamorati, bastano pochi singoli momenti dedicati a un padre con la voglia di giocare a bigliardo, a una madre gelosa e iper-protettiva e due coniugi ormai soli con un difficile rapporto coi figli per regalarci delle foto realistiche di quello che davvero è oggi la vita familiare e non, in Italia come nel mondo. E mi oppongo solennemente a chi dice il contrario con scioltezza e un pizzico di esagerazione, a volte pochi piccoli attimi sono eloquenti al punto giusto. Inoltre per rispondere a chi afferma che non si parla dei giovani che lottano per un posto al sole in un regno d'ombre come l'Italia (parole testuali, vedi il link precedente) rispondo che HVDT è una commedia romantica che prende le mosse da Tre metri sopra il cielo e come tale continua la storia dei personaggi del primo film..non è un trattato di sociologia e come ogni altro film d'amore si è fatta la scelta di prendere certi tipi di soggetti sociali che magari fossero congeniali alla trama e non per questo surreali.
Convergendo finalmente a quello che volevo dire in origine, Ho voglia di te, sequel dell'odiato 3MSC, è una storia come tante dove i sentimenti e gli istinti sono i protagonisti: il registra Luis Prieto ci racconta la storia di ragazzi guidati da impulsi razionali e non, proprio come succede a noi nella vita di tutti i giorni, ci racconta che non ci si innamora di una sola persona e che forse l'amore è prima di tutto amicizia, sorrisi e gioco, ci racconta quante scemenze siamo disposti a fare per qualcuno, io stesso, prima di Gin ( interpretata nel film da Laura Chiatti ), ho fatto delle robe assurde di cui mi vergogno come una bestia e che non vi racconterò mai! I protagonisti sono cresciuti, maturati, più riflessivi ma imperfetti e a volte incauti come i neo-adulti di oggi. Step si è finalmente guadagnato il mio rispetto, è diventato un ometto, simpatico e mansueto e comico come nella scena in cui, vedendo Gin, cade appunto dallo step!!Aspetta, Step che corre sullo step? Domani telefono al regista e gli chiedo se lo ha fatto apposta! Che dire della protagonista femminile incarnata con perfezione da Laura Chiatti, gelosa e affidabile, con tanta voglia di giocare e una perseveranza tale da conquistare il suo eroe adolescenziale ( Gin ha proprio un bel carattere! ). Sul piano della maturità invece l'omonimo libro sembra esser rimasto ai tempi di 3MSC, chiariamolo, non l' ho letto ma una mia amica mi ha raccontanto che Step graffetta il pisello a un tipo e questo mi sa di tipica storia esagerata per adolescenti iper ormonizzanti.
Le scene mantengono sempre viva l'attenzione del pubblico e si alternano tra momenti topici, momenti piani e situazioni comiche, ed è questo che bisogna chiedere alla commedie romantiche di oggi. Gli americani esperti del genere hanno molto da imparare da Prieto. Per quanto riguarda la colonna sonora, sinteticamente si può dire che anche se non da Oscar calza bene il film mentre le melodie del buon Tiziano Ferro, che poveraccio si è preso una cotta per la Chiatti sul set del suo videoclip, sciolgono e ammaliano le ragazze e solo loro credo. Mi spiace Tiziano..non mi avrai mai! Infine gli ovvii complimenti agli attori Scamarcio e Chiatti che si sono dimostrasti come solito all'altezza. Consiglio invece ancora lavoro per la Saunders.
Concludo con il mio modesto e personale voto complessivo: 7/8...cosa c'è, credevate di più dalla mia descrizione? Io ho solo detto che mi è piaciuto, che è un bel film e merita di esser visto ma non ho mai affermato che fosse fantastico, a tutto c'è un limite!
Vi lascio alcuni link: - sito non ufficiale di Laura Chiatti
- sito ufficiale di Ho voglia di te
- una pagina di Cineblog dove sono riportate alcune parole di Prieto e altro.

sabato 7 aprile 2007

"Like a nerz"


Dopo un anno di intenso lavoro ed impegno è finalmente uscito il nuovo album dei Figli del Papa. In seguito al disco di lancio e ad alcune apparizioni nel panorama concertistico emiliano il duetto modenese, espressione della nuova corrente di rap che si sta affacciando in Italia in questi ultimi anni, sfodera altre 19 tracce per i fans del genere. Quello che due settimane fa è giunto direttamente a casa mia dalle mani del cantante Luca Villani (Gka) è un cd sperimentale che documenta l'esplorazione sincretica di svariate forme musicali e la ricerca di nuovi effetti sonori caratterizzati in particolare dall'uso onomatopeico; in esso l'autore dei testi, che è anche il cantante, si lascia catturare dalle sensazioni più profonde e meno conscie del proprio io e ci racconta in primis i suoi istinti tendenzialmente sessuali in modo piuttosto accattivante per passare a giudizi disincantati della società dove forse l'unico modo ragionevole per vivere è la ricerca delle cose più amene, materiali che tendono ad offrire qualcosa di più diretto e sincero. La trama dell'album si riempie di autobiografia bollente, di Luca rivediamo tutte le cadute e le risalite, il forte rapporto con gli amici e soprattutto con Polac, mio e suo migliore amico, che non manca mai l'occasione per dargli buca. Non assente è il richiamo di protesta nei confronti della ex con le sue mancanze e con i suoi pregi: le donne rappresentano sicuramente le muse ispiratrici dei Figli del Papa.
E le basi? Qui entriamo nel territorio di Fabio Vecchi ( Fabien ), il secondo membro del duetto: la parte strumentale è sicuramente quella che contribuisce di più a stimolare i neuroni, così, se ci colpisce, siamo capaci di svegliarci con un certo ritmo in mente. Ammettendo l' ignoranza nel campo ma analizzando le impressioni di chi ha ascoltato tali basi, oserei affermare che i risultati in questo caso si sono dimostrati molto soddisfacenti.
Detto ciò, potremmo anche soffermarci su ogni singola canzone ma concludiamo qui perchè purtoppo non sono a conoscenza dei titoli, prometto comunque che quando li avrò mi impegnerò a realizzare veloci analisi di queste tracce che mi offrono molti spunti.
Insomma Like a nerz il nuovo disco dei Figli del Papa con le applaudite partecipazioni di Nio, promessa per il rap futuro, e del continuo e molesto Marullo, mostra sicuramente una crescita stilistica del duetto che si lancia nelle più disparate soluzioni sonore e ci racconta con linguaggio eccessivamente aspro e spavaldo il punto di vista di una certa fascia di giovani che si affacciano oggi in società. Nulla da invidiare a Mondo Marcio ed all'insostenibile Fabri Fibra. Con un pò di fortuna e con la continuità dimostrata sentiremo ancora parlare dei Figli del Papa!

martedì 3 aprile 2007

Polac Assoluto


Polac è il mio migliore amico e mi vedrete scrivere molto su di lui: lo si inserisce benissimo in tutti gli argomenti..ora è difficile capire, ma fra una 20ina di post vi sarà tutto più chiaro!
Ora voglio mostrarvi una mia recente scoperta: Polac è uguale al tipo degli Zero Assoluto, dai quello con la voce molto calda!
"Ora che mi sento bene..eh
spengo la luce..
spero di riuscire a dimostrare..che
tutto va bene.."

da Semplicemente, Zero Assoluto