lunedì 20 agosto 2007

Fine dell'avventura?

Fino a poco tempo fa sembrava andasse tutto bene, la gloria di "Like a nerz" sembrava non avere fine, copie su copie regalate a destra e manca, cori intonati per strada dai fans più agguerriti, mezzo migliaio di visite al video di Mike song su Youtube, insomma tanta carica e speranze per i Figli del Papa, la band più molesta del modenese, ma ieri Luca ( il cantante) ha confessato la crisi, "..io e Fabien non ci becchiamo mai".
Dopo aver ascoltato le prime tre tracce del nuovo cd nessuno avrebbe mai pensato che qualcosa non stesse funzionando, e invece scopriamo tristemente che i Figli del Papa non provano più. Sembra che da un pò di tempo i due elementi della band non riescano a trovare il modo di incontrarsi e lavorare insieme, probabilmente sono nate alcune incomprensioni ma non indaghiamo oltre, il sottoscritto in questo blog farà di tutto per evitare il Gossip!
Non sappiamo cosa succederà nelle prossime settimane, i Figli del Papa potrebbero chiudere baracca oppure riaprire le danze..tutto è possibile, speriamo che Polac, l'uomo immagine, non rimanga orfano del duo!
Un grande In Bocca al Lupo a Fabien e Gka per un ritorno sul panorama musicale più molesto del precedente!

martedì 14 agosto 2007

Se ci penso fino in fondo vado a fondo per davvero

Mi chiedo perchè tutte le volte cerco di scrivere qualcosa di oggettivo e poco personale, qualcosa di utile alla società e invece mi ritrovo a farfugliare discorsi post-adolescenziali sul senso della vita in cerca di risposte. Che pacco.
Ma ci sono giorni in cui proprio non ci riesci a scrivere qualcosa di normale, succedono le cose che non ti aspettavi e l'unico sfogo che hai è prendere la penna o, in questo caso, la tastiera ed evocare ciò che ti turba.
Svegliarsi un giorno e accorgersi che manca qualcosa, manca fortemente e non si trova, dov'è? Alzati presto e inizia a cercare, scendi le scale, guardati intorno, segui le tracce..che fare, non c'è! Prendo il cellulare di corsa e leggo i messaggi, quanta spazzatura in memoria, non vedo squilli, che strano. Non trovi e ti siedi un attimo a pensare: "ok, proviamo a fare mente locale", e finalmente ricordi, non stavi cercando il diploma di maturità perchè non lo sei mai andato a prendere, ciò che non vedi oggi l'hai perso ieri sera e francamente neanche io Voce narrante so dirti se la riavrai.
Cari lettori, caro sottoscritto questo significa avere 20 anni: nessuna certezza, mille dubbi, mille passioni e una forte tendenza a incasinarsi la vita; siamo fatti così, sempre pronti a prendere la pacca sui denti e con la costante voglia di riprovare e sbagliare ancora e ancora, abbiamo una faccia di bronzo incredibile. Purtroppo ci sono cose, le più immateriali, che sono più difficili da gestire e spesso la nostra faccetta spavalda non basta a darci una seconda possibilità, il caso certo può aiutare ma se tanto è il pessimismo nell'aria un motivo c'è. E così le storie finiscono, le amicizie si tagliano, i sogni si infrangono e gli occhi piangono. Mi manca davvero ciò che ho perso ieri, mi sento svuotato, impoverito, senza prospettive; avanti, chi non ha mai avuto la sensazione che tutto per un attimo sembrasse perso? Combattere momenti come questi è dura, subito fai finta di niente, ti convinci:" basta non ci devo pensare" poi sali in fretta nella tua camera, sbatti la porta e ti lanci nella tua massima espressività con un bel:"cazzo!" Che rabbia..purtroppo per il nostro main character non passerà presto cari lettori, i sentimenti non perdonano.
Così il protagonista della nostra storia ha perso la cosa che cercava, non se ne fa una ragione, cammina inquietamente per la casa e pensa..si affligge, si tormenta, non dorme. I giorni passano e i ricordi lo assorbono, il resto non lo tocca più minimamente, egli ha solo una cosa in testa ed ogni sera volge lo sguardo al cielo e la cerca tra le stelle. Non sappiamo la fine di questa storia, l'autore altrimenti conosciuto come Caso, considerato l'insolito antefatto ha lasciato un finale aperto: ritroverà il nostro protagonista la sua amata cosa? Al tempo l'ardua sentenza.

lunedì 13 agosto 2007

Simpatia da cattedra universitaria..

...Alessandro doveva assolutamente laurearsi ad ottobre o al massimo a dicembre, pena la fine della sua sanità mentale.
Mentre Irene Grandi bruciava la città con le sue grottesche canzoni, il caldo afoso bruciava Alessandro e il professore fissava un appello d'esame il 18 settembre ed uno il 4 dicembre.
Alessandro scrisse dunque una e-mail al professore per sapere se c'era un appello anche ad ottobre in vista della laurea di dicembre. Imprevedibilmente la risposta del prof. arrivò in poco tempo e recitava tali parole:" Non è in programma alcun appello ad ottobre, l'esame del 18 settembre è stato pensato appositamente per i laureandi."
Il giorno limite per la consegna del libretto (con tutti i voti degli esami) per laurearsi ad ottobre era fissato per il 17 settembre.

domenica 1 luglio 2007

Waiting for Parigino

Utilizzo questo post per porre le scuse per la povertà di pubblicazioni di questo giugno disgraziato.
Affrofitto inoltre per scusarmi anche dei prossimi dieci giorni di luglio in cui proprio non avrò occasione di scrivere qualcosa su questa piccola finestra virtuale: maledetti esami..universitari..
Non ho tempo ora di parlare degli esami universitari, ma colgo l'occasione per informare tutti coloro che potrebbero trovarsi di fronte alla scelta delle materie da inserire nel piano di studio che Comunicazione, cultura e società è tempo buttato all'aria e rabbia sprecata, non fate cazzate e scegliete altro. Nell'esame in questione vengono proposte 900 pagine di saggi, di cui, con la sola esclusione degli ottimi Goffman e Garfinkel, il resto è il nulla: parole buttate al vento, da spunti iniziali su specificità dei temi della comunicazione, la società e la cultura gli autori si dipartono dalla realtà delle riflessioni accettabili per farsi trasportare nel tunnel delle proprie meditazioni più profonde e indefinite, in un incartamento di connessioni concettuali che solo ad essi, forse, potranno essere veramente chiari e a noi arrivano solo affermazioni intrattabili e purtroppo inutili alla soluzione del concetto teorico analizzato.
Detto questo, visto che siamo in tema di esami, perchè non parlare delle prove di maturità?
Sinteticamente: 1- la traccia su Dante è stata probabilmente decisa in una locanda tardo-medievale nel bel mezzo di una gara di bevute di rum tra dipendenti del Ministero vestiti da pirati e il ministro Fioroni nei panni di Jack Sparrow.
2- quand'è che la smetterete di fare del casino con queste commissioni esterne ed interne che arrecano soltanto squilibrio, scorrettezza, scarsa imparzialità e tanto inutile stress?
3- perchè continuate ad imporre un esame che non serve a niente se non a sprecare tempo e denaro e a far impazzire gli studenti che avranno il solo guadagno di ricordare le cose studiate nell'ultimo anno per 3 mesi in più? Tanto il voto finale, con tutta la sua relatività e pochezza, lo si può dare con un semplice calcolo della media dello studente.
4- i soldi che lo Stato risparmierebbe evitando gli esami di maturità potrebbero essere utilizzati in maggiori controlli nelle scuole sull'operato didattico e sociale dei professori nelle aule scolastiche o per la prevenzione dei giri di droga che circondano questi ambienti.
5- quand'è che si licenziano i professori che non fanno il loro lavoro (aiutando fra l'altro i tantissimi laureati che si trovano a dover pregare per poter fare una semplice supplenza), quand'è che si insegna cosa è il rispetto a quei bulletti che maltrattano compagni e addirittura docenti? Ma soprattutto , quand'è che rifonderete totalmente questo mondo scolastico traformandolo in un mondo sano: i giovani sono davvero il futuro e maggiore attenzione dovrebbe essere data ad essi dallo Stato & Co.

sabato 9 giugno 2007

Attenti a quegli otto..e al nostro pianeta

Finalmente, dopo tanto menefreghismo, la riunione dei G8 ha raggiunto un compromesso per risolvere il gravissimo problema del riscaldamento globale e dell'inquinamento terrestre.
Come molti sapranno gli Stati Uniti rappresentano il paese che emette il maggior livello di gas inquinanti e George W. Bush e i suoi consiglieri sono talmente implicati nelle industrie di petrolio e carbone che difficilmente un'analisi scientifica rigorosa sul riscaldamento globale riuscirebbe a smuoverli dai loro interessi per i combustili iper inquinanti che purtroppo vengono sfruttati senza criterio ogni giorno. Bene sic rebus stantibus (stando così le cose), la situazione sembrava quindi ferma alle speranze del protocollo di Kyoto quando all'improvviso giovedì ci è voluta una donna a smuovere le acque: Angela Merkel, l'attuale cancelliere tedesco.
Come ci spiega anche Repubblica, la Merkel si è dimostrata un abile negoziatrice sapendo sfruttare l'appoggio di Blair, il neopresidente Sarkozy e Prodi. Fonti tedesche hanno spiegato che l'ultimo tentativo di accordo sull'argomento Clima sarebbe dovuto avvenire nel pomeriggio, ma la Merkel ha giocato la mossa inaspettata: a tavola ha chiesto agli altri 7 diplomatici di stringere i tempi e di negoziare pranzando. E così dopo ore intense l'accordo è fatto, gli otto Grandi si impegneranno a realizzare dei tagli sostanziali ma non obbligatori delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Ok, probabilmente è molto poco ma per una volta qualcuno è riuscito a strappare un pò di flessibilità a Bush e come ha affermato la cancelliera tedesca, a volte nella vita bisogna saper rendersi conto di quanto è possibile. Parole da politico perchè sicuramente ciò che era veramente possibile non è stato fatto, ma almeno qualcosa inizia a muoversi. La realtà è che, per quanto i politici non diano molta attenzione al clima, la situazione è già oggi molto critica: le stime prevedono entro la fine del secolo veri e propri disastri naturali come lo scioglimento del 50% della copertura dei ghiacciai nell'Artico, l'aumento del livello del mare che rischierebbe di inondare intere isole spodestando milioni di persone dalle loro case e compromettendo la capacità di molte specie animali di adattarsi ed evolversi. Questo è solo uno dei possibili scenari disastrosi che potrebbe verificarsi sul nostro pianeta se non la smettiamo di ricoprirlo di m.....
Concludo dunque ringraziando la Merkel per il primo passo verso una nuova politica climatica globale, ma ricordando che la strada da fare è ancora tanta e bisogna affrettarsi a risolvere il problema prima che inizino a verificarsi i primi grandi effetti del trattamento sconsiderato dell'ambiente che ci circonda negli ultimi 200 anni.

martedì 29 maggio 2007

Stiamo morendo?


Lentamente muore chi diventa schiavo delll'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente chi passa i giorni
a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


Chi muore ( Ode alla vita )
Pablo Neruda

Stiamo davvero morendo? Ogni giorno qualcuno si ostina a consigliarmi di lanciarmi, di lasciar perdere i ragionamenti, di rischiare il tutto e per tutto per quello in cui credo anche se la posta in gioco è alta. Forse è ora di farlo..(ovviamente non solo io ma anche voi!)
La poesia del premio Nobel per la letteratura è sicuramente molto attuale in un mondo come il nostro che più che mai è pieno di ritmi rigorosamente scanditi. L'era post-moderna conserva ancora i segni lasciati dal modernismo, dal freddo individualismo che accompagna le aspirazioni di ognuno e che spesso distorce la nostra concezione della realtà. E così ci troviamo a razionalizzare anche le cose più semplici con la strana idea che quello sia l'unico modo per realizzare le cose: non è così.
Vivere è sentire, e, per quanto sia rischioso e poco rassicurante, la ragione a volte va messa in secondo piano nel semplice ruolo di vigilante per darci la possibilità di liberarci dal formale e fare per una volta le cose come le sentiamo, con la disinibizione del momento e con la voglia di buttarsi.

Ringrazio Lalli che mi ha messo a conoscenza di questa poesia paradigmatica.

Mi raccomando, tirate fuori le palle!



domenica 27 maggio 2007

Per sempre

Gli anni passano e come venti impetuosi spazzano via storie, ricordi e parole come fossero foglie ormai morte e destinate a scivolare via dai nostri occhi disinteressati.
A volte siamo disinteressati a volte incoscienti, tutto ci passa davanti agli occhi e ci parla ma noi non sentiamo e non vediamo, e nel raro caso di coscienza nulla possiamo. Le nostre storie vanno così, siamo giovani, continuamente in movimento in funzione degli obiettivi più disparati, a volte sogni, sempre a correre qua e là senza il minimo tempo per fermarci a riflettere su quello che ogni giorno ci passa davanti e silenziosamente, gradualmente muta.
L'amicizia è la prima fra le vittime di questi venti: un tradimento, una bugia, uno sgarbo, il rispetto, egoismo ed invidia, il caso, la distanza e lo stesso cambiamento sono possibili cause della fine di un rapporto che per quanto forte possa essere non sarà mai invincibile. Cosciente di questa realtà ci sono però affetti dotati di una forza che si avvicina molto all'invincibile, una forza che nasce piccola piccola nei nostri cuori e pian piano si radica in noi, nelle nostre vene e ci fa sentire sempre più pieni dell'altro che nel passare dei giorni e degli anni diventa parte di noi, della nostra storia e non ci abbandona perchè ci lascerebbe disabilitati di qualcosa che amiamo e viviamo come fosse nostra. Questo è l'esempio dell'amicizia più naturale e pura, che ti da la forza di combattere per essa ancora e ancora perchè è ciò che più ci avvicina al senso della vita: la felicità. Questo sentimento è così forte da ribaltare ogni limite o barriera ed è ciò in cui credo di più. Chi prova questo sentimento incontaminato impara ad amare e in base ad esso ama: gli amici e gli amanti.
Così, per questo semplice e a me tanto caro motivo, un giorno mi sono svegliato e sono tornato da te per sempre.

Bravo il Cavaliere!


Ovunque si vada, ovunque vi guardi Lui c'è. Si chiama Silvio Berlusconi, è l'ex capo del governo e il presidente del Milan, ma si occupa di tante altre cose. Cavoli, la persona che incarna meglio in Italia, e probabilmente nel mondo la formula dell'uomo mediatico, ne ha fatto del casino negli ultimi 13 anni in politica e personalmente condivido ben poco delle sue idee e del suo operato anche se, col suo sorrisone e le sue orazioni magniloquenti e povere di fatti, riesce sempre a conquistare consensi un pò ovunque.
Bocciato in politica ma promosso nello sport. Per quanto io consideri quella storia delle due punte un'assurdità degna di un politico, quest'uomo aveva ragione ad essere pieno di sè la notte della vittoria in Champions League: 7 Scudetti, 5 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia , 4 Supercoppe Europee e altrettante italiane, può bastare come motivazione? Io penso proprio di sì. Se queste innumerevoli vittorie sono avvenute tutte sotto la sua presidenza sicuramente una parte del merito va a lui, il nostro caro Cavaliere che tra un intervento e l'altro si è guadagnato un posto come evergreen!

Le immagini provengono dal sito www.haisentito.it

lunedì 21 maggio 2007

Sapore di origini



Esisto solo due famiglie con il mio cognome che vivono in Italia ed entrambe si trovano a Ravarino, un paesino di 6000 abitanti in provincia di Modena. Se calcolo solo le persone che hanno il mio cognome il risultato sa molto di estinzione: siamo in 6..
Ma nessuno sa che in segreto i Bulf.... agli inizi del ventunesimo secolo partirono per le Americhe in cerca di avventure! Così quando ormai ti sei arreso all'evidenza e accetti il fatto che la salvezza della stirpe è nelle tue mani una tua parente Brasiliana che si è trasferita a Milano per studiare ti chiama a casa all'improvviso e ti racconta che i Bulf....., anzi i Bolf... perchè figurati se all'anagrafe ne fanno una giusta, rappresentano ora la bellezza di 150 famiglie in Brasile! Cavolo che riproduzione!
Ma non finisce qui, ieri sono venuto a sapere che in rete esistono ben due communities di Bolf.... e gli utenti registrati oltre che numerosi, provengono da tutte le parti del mondo, c'è addirittura chi frequenta la Sorbona.
Bene, sono orgoglioso di questo, sono contento che c'è qualcosa di me in ogni parte di questo piccolo grande globo, e sono ancora più felice di sapere che la voglia di scoprire le proprie origini rimanga radicata di generazione in generazione in tutti noi.
Io avevo paura che i cinesi avrebbero presto occupato tutto il mondo..forse lo faranno
ma quando succederà io sarò bello tranquillo nel mio pricipato dei Bolf....!
Ciao belli!